lunedì 19 gennaio 2015

Detroit e le sfide di FCA per il 2015


A Detroit, in questi giorni, la temperatura percepita a causa del vento scende a -20 di giorno. Nonostante il gelo, per le strade si respira un'aria diversa: tra la gente è tornata la fiducia. Eppure solo due anni fa la famosa Motor City del Michigan era stata dichiarata fallita. La ripartenza della metropoli è comunque avviata e il ritrovato vigore dell'industria e del mercato dell'auto, insieme a un'economia U.S.A. in grande spolvero, fanno sì che il 2015 sia visto come il vero anno della svolta. Lo stesso presidente Barack Obama ha detto nelle scorse settimane che il salvataggio dell'industria americana dell'auto può considerarsi concluso. Ecco allora che GM, Ford e Chrysler (ora FCA) possono riprendere ufficialmente la loro corsa. E proprio Chrysler, rimessa in carreggiata da Sergio Marchionne, rappresenta il caso del momento. A Detroit, infatti, poco conta che Fiat abbia la sede legale in Olanda e quella fiscale a Londra (d'altro canto quasi tutte le aziende U.S.A. hanno la sede legale nel Delaware e l'Alleanza Renault-Nissan è pure basata in Olanda). «Qui - dicono nelle fabbriche di Detroit - a contare sono sempre la rinata Chrysler e i suoi marchi; e ben vengano anche brand come Fiat o Alfa Romeo. Da noi si guarda all'insieme. L'importante è che gli stabilimenti girino e le persone lavorino». Un dato per tutti: dal 2009, anno d'inizio della sfida americana di Marchionne, a oggi, i dipendenti del gruppo negli U.S.A. sono passati da 47mila a 77mila, avvicinandosi così agli 80mila del 2006, prima degli incentivi all'uscita decisi da Daimler e poi dal fondo Cerberus. FCA o rinata Chrysler che sia, la prossima settimana sarà protagonista dell'Auto Show di Detroit non solo per le novità in vetrina (Alfa Romeo 4C Spider e Pick-up Ram 1500), ma perché il gruppo si presenta all'appuntamento annuale con risultati da primo della classe: per il terzo anno consecutivo i veicoli Jeep hanno messo a segno vendite mondiali senza precedenti e hanno superato il target del milione di Suv. Solo negli U.S.A. il balzo delle vendite è stato del 41% al record di 692.348 Suv. Da registrare, quindi, il +42% nell'Asia-Pacifico, il +49% in Cina e, sempre per Jeep, il +40% in Europa. FCA US, inoltre, nel 2014 ha visto crescere le immatricolazioni del 16% (20% in dicembre), superando quota 2 milioni di unità. Chiusa nel 2014 la fusione tra Fiat e Chrysler, impostato il piano industriale al 2018, portata FCA in Borsa a New York e Milano, deciso lo scorporo di Ferrari e reperiti i fondi per dar seguito agli investimenti, ecco le sfide che attendono ora Marchionne. In marzo ci sarà l'inaugurazione del nuovo impianto brasiliano (Fiat si è confermata leader del mercato lo scorso anno) di Goiana, nello Stato del Pernambuco, rafforzando così il polo industriale di FCA nel fondamentale Sud America. Quindi, a metà anno, è attesa la quotazione del 10% di Ferrari a Wall Street, mentre Marchionne sarà sempre più impegnato a incontrare potenziali investitori negli U.S.A. e a tenere a bada il debito. Ma il 2015 è anche l'anno della messa in pratica del piano industriale da 50 miliardi. E il 24 giugno, in coincidenza dei 105 anni di Alfa Romeo, è in programma il lancio della nuova Giulia prodotta in Italia.
(Fonte: www.ilgiornale.it - 7/1/2015)

domenica 18 gennaio 2015

Ferrari e Pavarotti: il MEF di Modena cala l’asso per i turisti di Expo 2015


In vista dell'Expo di Milano la nostra città mette in prima fila i due più noti italiani nati sotto Ghirlandina, il Drake Ferrari e Luciano Pavarotti. I due grandi del Cavallino rampante e della musica lirica e pop mondiali si “incontreranno” a partire dal 18 febbraio in una grande mostra, intitolata appunto “Enzo Ferrari incontra Pavarotti” prevista al museo Enzo Ferrari di Modena. L'annuncio e i particolari verranno dati a inizio del prossimo mese e in questi giorni il direttore dei musei Ferrari di Modena e Maranello Antonio Ghini sta predisponendo ancora i materiali per l'appuntamento clou che dovrà richiamare sotto la Ghirlandina migliaia di turisti. Ecco in anteprima come sarà la mostra. «In questi giorni - spiega il manager della Ferrari - stiamo predisponendo un video con le arie cantate da Pavarotti: il film lo proietteremo nella Galleria di via Paolo Ferrari e non sarà un video già visto perché punteremo sul colore per fare un filmato pop. In mostra non ci saranno tanti oggetti di Big Luciano, ma molto importanti. Stiamo collaborando con l'Arena di Verona perché avremo nel nostro museo alcune scenografie delle opere di Pavarotti e in più esponiamo la Ferrari F40 che era di proprietà del maestro. Forse non tutti lo sanno, ma Big Luciano per molti anni è stato in possesso di questa Ferrari che poi vendette». Il museo nella casa Natale di Ferrari si candida dunque a divenire il principale polo che da maggio a ottobre esalterà le eccellenze modenesi in occasione dell'Expo. «Non metterò troppi oggetti - continua Ghini - per esaltare il rapporto tra Ferrari e Pavarotti perché parleranno le musiche e le auto che ripercorreranno la storia del Drake. Sempre il 18 febbraio, giorno della nascita del fondatore del Cavallino, apriremo finalmente anche l'unico museo al mondo di motori Ferrari, ma ci sono altre cose cui tengo molto». Antonio Ghini, direttore dei due più visitati musei del Modenese - Modena è a quota 91mila visite e Maranello ha superato nel 2014 i 330mila - spiega: «Occorre puntare sulla sinergia e più resto a Modena più incontro persone desiderose di fare: ricordo solo le attività che predisporremo con il soprintendente Casciu, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Landi e il sindaco Muzzarelli che è un uomo molto pratico, ma soprattutto a febbraio avremo una importante collaborazione con Modenantiquaria che sto portando avanti con l'amministratore delegato Paolo Fantuzzi e l'antiquario Pietro Cantore. La mostra Ferrari-Pavarotti apre il 18, ma dal 13 febbraio in poi con l'apertura di Modenantiquaria in fiera i visitatori potranno visitare a prezzo ridotto le nostre due rassegne consegnando il biglietto di una delle due esposizioni». Non è finita qui. «Tengo molto - continua il manager - alla cena di gala che abbiamo deciso di fare al MEF il 18 febbraio: è un atto coraggioso perché sarà davvero una cena di gala a livello internazionale e a Modena non c'è mai stata. Il costo sarà di 150 euro a testa per una cena di alta cucina, le signore dovranno essere in lungo e gli uomini in abito scuro». Insomma Modena tenta di accreditarsi a livello internazionale: non sarà semplice, ma le eccellenze artistiche, tecniche e culinarie per farlo ci sono tutte. E Ghini, vista la sua lunga esperienza in Italia e all'estero, pare l'uomo giusto al posto giusto: «In questi tempi - conclude - se non fai attività ben fatte il pubblico non ti premia, le scorciatoie non funzionano».
(Fonte: http://gazzettadimodena.gelocal.it - 10/1/2015)

sabato 17 gennaio 2015

Jeep fa rotta su Salerno: le nuove Renegade invadono il porto


La sagoma imponente, con la livrea bianca e gialla che da sempre contraddistingue le navi della compagnia Grimaldi, è comparsa all’orizzonte poco dopo le 15, con un paio d’ore di ritardo sulla tabella di marcia. A terra, sulla banchina del porto commerciale di Salerno, c’erano addetti e operatori pronti per l’appuntamento con la storia. Perché questo viaggio della Grande Anversa, a modo suo, entrerà nella storia. Parte da Salerno il primo carico di Jeep Renegade destinato agli Stati Uniti. Un viaggio lungo un mese, con scalo tecnico a Southampton, nel sud est dell’Inghilterra, proprio di fronte all’isola di Wight, e poi dritti fino a San Diego, in California. Nella stiva più di trecento Suv freschi di fabbrica, interamente assemblati nello stabilimento Fiat di Melfi. Un altro piccolo primato "Made in Italy": è la prima Jeep fabbricata lontano dagli Stati Uniti. Nelle Americhe, in Canada e più a sud, sulle rive del Rio delle Amazzoni, verrà venduta, poi chissà, l’obiettivo è estenderne la diffusione in cento Paesi mantenendo in vita le fabbriche italiane. Quel che è certo, per ora, è che con la Jeep Renegade il porto commerciale di Salerno ha messo a segno un altro colpo da novanta. In principio fu la 500L, l’auto prodotta a Kragujevak, nella Serbia centrale. Dal porto di Bar, in Montenegro, le navi car carrier del gruppo Grimaldi cariche di 500L salpavano alla rotta di Salerno, da dove le auto venivano distribuite sul territorio alla rete commerciale Fiat. In futuro sarà la 500X, l’automobile nata dalla collaborazione tra Fiat e Chrysler che punta alla leadership europea dei crossover compatti. La rotta è sempre la stessa, da Salerno a San Diego passando per Southampton: da Salerno, nel mese di dicembre, sono salpate le prime auto per una serie di imbarchi di prova, per il primo carico vero bisognerà aspettare qualche mese. Tempi tecnici, fanno sapere dall’Autorità Portuale di Salerno. Per la storia questo e altro.
(Fonte: www.ilmattino.it - 9/1/2015)

venerdì 16 gennaio 2015

Fiat 500 restyling: le prime foto della plancia


Fiat ha iniziato i primi collaudi su strada della 500 restyling: lo testimoniano queste recentissime ed esclusive immagini scattate a Torino in questi giorni. Le camuffature applicate ai paraurti anteriore e posteriore indicano le aree in cui la popolare citycar sarà modificata, anche se, per il momento, è impossibile scoprire l'entità dell'aggiornamento.
Un'inedita 500 - In realtà, nel documento ufficiale diffuso da FCA in occasione della presentazione dei nuovi piani industriali dello scorso maggio si possono individuare un paio di immagini relative a una Fiat 500 con il frontale lievemente diverso da quello dei modelli europei e nordamericani: la presa d'aria sembra lievemente più stretta, i profili cromati agli angoli del paraurti anteriore sono posti un po' più in basso e il gruppo ottico inferiore dà l'idea di essere di diametro maggiore. Sono ovviamente solo supposizioni e solo il tempo ci dirà se abbiamo visto giusto.
Nuova plancia - Quel che è certo, invece, lo si vede nelle nostre esclusive immagini della plancia: la nuova Fiat 500 restyling cambia - presumibilmente per ospitare il sistema multimediale Uconnect - nella parte centrale e in alcuni dettagli, come i comandi degli alzacristalli elettrici, mentre le bocchette d'aerazione ora si trovano ai lati dei comandi dell'impianto di infotainment. Il volante, infine, è coperto, segno che anche lì ci saranno cambiamenti.
Presentazione nella seconda metà dell'anno - La Fiat 500 restyling potrebbe debuttare nella seconda metà di quest'anno, presumibilmente al Salone di Francoforte (dal 15 al 27 settembre), con una possibile preview il 4 luglio, sempre che la Fiat voglia riprendere la tradizione in uso fino al 2013. Secondo l'ultimo piano industriale, la Fiat 500, sia pur rinnovata, ma ancora fondamentalmente quella del 2007, dovrà resistere altri tre anni, ovvero fino al 2018.
(Fonte: www.quattroruote.it - 7/1/2015)

giovedì 15 gennaio 2015

Jeep da record: nel 2014 vendute 1 milione di unità


Nel 2014, il marchio Jeep ha registrato vendite per oltre un milione di unità a livello globale, battendo tutti i suoi record per il terzo anno consecutivo. Con un totale di 1.017.019 veicoli venduti, il marchio ha superato del 39 per cento il precedente record di 731.565 esemplari. "Le vendite di veicoli Jeep sono aumentate per il quinto anno consecutivo, sia a livello globale che nel mercato Nordamericano", ha dichiarato Mike Manley, President e CEO, Jeep Brand. "Oltre ad essere particolarmente soddisfatti del successo riscosso dal nuovo Jeep Cherokee, dobbiamo riconoscere che tutti i veicoli della gamma Jeep hanno registrato significativi aumenti nelle vendite a livello globale". "Il raggiungimento del milione di unità vendute nel 2014 è stata senz'altro una tappa fondamentale, e il 2015 sarà un anno di grande trasformazione nell'ambito del processo di globalizzazione del marchio con l'avvio delle attività di produzione in Brasile e il ritorno della produzione in Cina, dopo quasi dieci anni di assenza", aggiunge Manley. "Ci impegneremo per mantenere il trend positivo delle vendite nel 2015 con una gamma completa di SUV con performance competitive ed efficienti nei consumi come la nuovissima Jeep Renegade che arriverà negli showroom di tutto il mondo nel 2015". Oltre all'aumento globale del 39%, da segnalare un incremento del 41 per cento negli Stati Uniti, raggiungendo il record senza precedenti di 692.348 unità. Risultati altrettanto spettacolari sono stati ottenuti in Europa (+40%) e nell'area Asia-Pacifico (+42%). In Cina, il mercato automobilistico più grande del mondo, le vendite sono cresciute del 49%. In testa alle vendite globali di veicoli Jeep a livello globale e negli Stati Uniti è la Grand Cherokee (unità globali: 279.567; unità in U.S.A.: 183.786), seguita da Cherokee (unità globali 236.289; unità in U.S.A.: 178.508), Wrangler (unità globali 234.579; unità in U.S.A. 175.328), Compass (unità globali 134.629; unità in U.S.A. 61.264) e Patriot (unità globali 122.387; unità in U.S.A. 93.462).
(Fonte: www.tuttosport.com - 7/1/2015)

mercoledì 14 gennaio 2015

Maserati: vendite record in Italia nel 2014


A dir poco, è stato un boom: in Italia, le consegne del marchio Maserati hanno toccato le 1.235 unità. Che in termini percentuali significa un incremento del 382% rispetto alle 256 vetture vendute nel 2013. Il 2014, anno del Centenario del Tridente, non poteva andare meglio.
Un successo firmato Grugliasco - Alla luce dei dati diffusi oggi, il nostro mercato si è confermato il primo in Europa per la Casa, nonché il terzo al mondo, alle spalle di Nordamerica e Cina. La parte del leone nelle vendite l’hanno fatta ovviamente le “nuove Maserati”, la Quattroporte e ancor più la Ghibli.
2015, l'anno della Levante (e di Mirafiori) - Corroborante sarà anche l’arrivo della terza vettura del nuovo corso, quella SUV Levante, attualmente in fase di collaudo, che entro la fine di quest’anno è attesa in produzione sulle linee di Mirafiori, dove fervono i lavori per l’ammodernamento.
Obiettivo 75.000 - Il percorso di crescita commerciale del marchio, come è stato delineato dalla dirigenza, prevede un punto d’arrivo ben preciso: Maserati non andrà oltre le 75.000 unità l’anno. Un vero e proprio “sales cap”, che dovrebbe essere attuato nel 2018, anno in cui è previsto il raggiungimento di tale quota.
(Fonte: www.quattroruote.it - 8/1/2014)

martedì 13 gennaio 2015

Alfa Romeo e Fiat alla conquista dell’America, ma senza fretta


Dustin Hoffman che sfreccia su un fiammante Duetto e ‘Fix It Again Tony’ – storpiatura di Fiat circa l’affidabilità – sono i due luoghi comuni per eccellenza che si possono sentire negli Stati Uniti riguardo all’Alfa Romeo e alla Fiat. Ma sono cose di almeno trenta anni fa. Il Laureato ormai è diventato un pensionato, invece la 500 (prodotta in Messico) è un’auto assolutamente cool. È la storia che si ribalta. Il marchio torinese mancava dal mercato americano dal 1983, mentre quello milanese si era ritirato nel 1995. Lustri di oblio, poi, con l’arrivo di Chrysler, tutto è cambiato. Ma se il rilancio della Fiat, con la gamma 500, è sulla buona strada – il traguardo delle 200.000 unità vendute non è lontano – quello dell’Alfa è decisamente in fase embrionale. Il suo ritorno ufficiale in Nordamerica è iniziato qualche giorno fa, ma si tratta sostanzialmente di un’operazione d’immagine che, per quanto riuscita, riguarda solo 54 auto. È questo il quantitativo di 4C “US Spec” che sono sbarcate in U.S.A., da suddividere tra 82 rivenditori. Non occorre un master in business administration a Harvard per capire che la domanda è di molto superiore all’offerta. Infatti la piccola coupé 4C piace e anche molto, ma le sue stesse peculiarità tecniche impongono una produzione quasi artigianale, a Modena, che rallenta drammaticamente i tempi di assemblaggio. “Abbiamo sospeso tutte le richieste: depositi o liste Vip non importa, non possiamo accettare altre prenotazioni, sono troppe rispetto a quello che FCA può attualmente offrire”, ha dichiarato a denti stretti Reid Bigland, numero uno di Alfa Romeo U.S.A.. Si possono immaginare facilmente i suoi incubi notturni, fatti di centinaia di migliaia di dollari di vendite perdute. Intanto, però, la coupé Alfa impazza su Youtube, con l’ultimo video di presentazione che ha totalizzato otto milioni di visualizzazioni in una settimana. Il significato è chiaro, nonostante decenni di assenza, gli Stati Uniti amano ancora le Alfa Romeo, più che altro per una sorta di rispetto verso il passato, visto che di modelli decenti non ne vedono, appunto, dai tempi del Duetto. In FCA lo sanno e hanno preparato l’ennesimo piano di rilancio che prevede investimenti per 5 miliardi di euro, una gamma rivoluzionata, un obiettivo di 400.000 auto vendute nel 2018 e, quasi non ci si crede, il ritorno alla trazione posteriore. E se tra pochi giorni, al Salone di Detroit, debutterà l’attesa 4C Spider, la data da segnare in rosso sul calendario è quella del prossimo 24 giugno, quando verrà svelata la prima Alfa del nuovo corso. Potrebbe chiamarsi Giulia, o forse no, sarà una berlina tre volumi lunga circa 4,70 metri, a trazione posteriore o integrale e con motori degni del nome che porta. Un 2.9 V6 biturbo – secondo Automotive News Europe – con potenze fino a 480 CV e un 2.0 4 cilindri turbo benzina con testate MultiAir (chiamato Global Medium Engine) capace di erogare da 180 a 330 CV. Quanto ai diesel, ci sarebbero un nuovo 2.2 4 cilindri (135-210 CV) e l’ennesima evoluzione del 3.0 V6, che salirebbe fino a 340 CV. Cosa serve ancora? Tanta pazienza, perché nel migliore dei casi la vedremo sulle strade nel 2016, insieme alla Fiat 124 Spider. Ricordate la sportiva a due posti che FCA avrebbe dovuto produrre con Mazda, sulla base della nuova MX-5, resuscitando il Duetto? Non sarà più marchiato Alfa, come inizialmente annunciato, ma Fiat, tant’è vero che la Casa ha registrato all’ufficio brevetti statunitense le sigle 124 e 124 Spider. La scelta non è casuale: insieme alla X1/9 sono state le uniche torinesi di successo negli anni Settanta, soprattutto negli stati assolati come la California e la Florida. Insomma, Alfa o Fiat, una ‘spiderina’ a due posti tornerà in America e forse piacerà pure a Dustin Hoffman.
(Fonte: www.ilfattoquotidiano.it - 9/1/2015)

lunedì 12 gennaio 2015

Chrysler Canada, è tempo di record: nel 2014 le migliori vendite della storia


Troppi numeri, in certe situazioni, possono dare alla testa, ma nel caso dell'ultimo rapporto stilato da Fiat Chrysler Automobiles la situazione è diversa: per festeggiare il 61esimo mese consecutivo di crescita delle vendite (il periodo più lungo di aumenti della sua storia), il periodo più lungo di aumenti mai registrato da Chrysler Canada, la Casa ha emesso il comunicato sulle vendite del Gruppo in territorio canadese per il mese di dicembre e l'intero esercizio 2014, dal quale risulta che in tutti sono stati 21.613 i veicoli venduti, con un aumento del 40 per cento rispetto al dicembre 2013, con 15.445 veicoli. Per l'intero esercizio 2014, Chrysler Canada ha registrato un incremento delle vendite del 12 per cento, raggiungendo le 290.004 unità (260.015 nel 2013) che rappresentano il livello più elevato mai raggiunto da Chrysler Canada. Dicembre 2014 è stato dunque il mese dei record per Chrysler 200 (lanciata nel 2014, è la berlina media più accessibile in Canada, vincitrice del Ward's "10 Best Interiors" per il 2014), Chrysler Town & Country, Jeep Wrangler, Ram pickup e per i marchi Ram e Jeep, mentre Chrysler Town & Country, Jeep Cherokee, Jeep Wrangler e Ram pickup hanno registrato un bel record di vendite annue, con Ram pickup, in particolare, al secondo posto nella classifica dei veicoli più venduti in Canada. La Chrysler 200, modello che ha ottenuto anche il "Top Safety Pick" rating dal IIHS e le cinque stelle per la sicurezza dal NHTSA, con una cilindrata al top del segmento, un'eccellente efficienza nei consumi e il miglior sistema a trazione integrale della categoria, ha registrato un aumento delle vendite del 161 per cento, passando da 328 unità a dicembre 2013 a 855 unità a dicembre 2014, che rappresentano un primato assoluto per il mese di dicembre. Dati che si possono tradurre in una maniera sola; si tratta infatti delle migliori vendite annue mai registrate nei 90 anni di storia di Chrysler Canada. "Il marchio Jeep - spiega David Buckingham, Chief Operating Officer di Chrysler Canada - sta vivendo un periodo di crescita mai raggiunto prima, con un aumento delle vendite superiore al 50 per cento, ovvero 25.000 unità in più rispetto al 2013".
(Fonte: www.repubblica.it - 7/1/2014)

domenica 11 gennaio 2015

Buon compleanno Bianchina: compie 60 anni l'auto di Fantozzi


La Bianchina non era solo l'auto di Fantozzi, sulla quale nella notte Capodanno precipita una lavatrice. Negli Anni Sessanta la Bianchina e le Autobianchi in genere erano le "piccole Fiat di lusso" (o premium come diremmo oggi). Allo stabilimento di Desio arrivavano le meccaniche da Torino e qui le vestivano in modo più elegante. "La Bianchina è l'auto della festa, la 500 quella dei giorni di lavoro" sintetizzava efficacemente Giovanni Canestrini, all'epoca decano dei giornalisti dell'automobile. Ma procediamo con ordine visto che esattamente 60 anni fa, l'11 Gennaio 1955, nasceva l'Autobianchi per iniziativa dell'allora direttore generale della Bianchi, ingegnere Ferruccio Quintavalle che coinvolse due grandi aziende del settore, Fiat e Pirelli, per risollevare dalle difficoltà del Secondo Dopoguerra la Fabbrica Automobili e Velocipedi Edoardo Bianchi, nota non solo per aver realizzato tra le altre la bicicletta di Fausto Coppi, ma anche per la produzione automobilistica avviata addirittura nel 1885. L'operazione, che prevedeva per lo scorporo della divisione auto della Bianchi e la sua cessione paritetica a Fiat e Pirelli, non era solo una preziosa, probabilmente indispensabile, ancora di salvataggio per l'azienda lombarda. Grazie ad essa Pirelli aveva modo di allargare le sue forniture di pneumatici in primo equipaggiamento e Fiat poteva sperimentare una fascia di mercato alternativa senza avere tuttavia ripercussioni sul proprio marchio. Tre anni dopo, nel 1960, la società fissava la sua sede nell'appena inaugurato Grattacielo Pirelli nei pressi della stazione Centrale di Milano. Nel frattempo la Bianchina si era rivelata un immediato successo come testimoniano circa 320.000 esemplari prodotti in dodici anni. Dalla fabbrica di Desio (140.000 metri quadri), riattrezzata con moderni macchinari produttivi, uscivano circa 200 vetture al giorno. La Bianchina piaceva per le sue linee americaneggianti (all'epoca molto di moda), per l'allestimento ricercato, per la meccanica semplice ed affidabile (la stessa della Fiat 500). Alla versione originale furono rapidamente affiancate la Cabriolet, la station wagon Panoramica e la Berlina 4 posti. Nel 1963 arrivò anche la Stellina, una piccola spider con carrozzeria in vetroresina e motore posteriore, che non riscosse però il successo sperato. Migliore accoglienza ricevettero invece nel 1964 la Primula con motore Fiat 1100 (ancora oggi ricordata come prima auto italiana a trazione anteriore) e due anni più tardi la A111 su meccanica Fiat 124 Special. Il vero successo arrivò nel 1970 con la A112, una piccola 3 porte a trazione anteriore, destinata a rappresentare una seria alternativa alla Mini, Venduta fino al 1986 in oltre 1.300.000 esemplari, aprì la strada all'altrettanto fortunata Y10, "l'auto che piace alla gente che piace". Nel frattempo però, nel 1968, l'Autobianchi era stata completamente assorbita dalla Fiat che trasferì nello stabilimento di Desio parte della lavorazione della 126 e della la Panda e quindi, fino alla sua chiusura nel 1992, quella della Y10, nell'impianto Alfa Romeo di Arese. Nel 1995 il marchio Autobianchi fu abbandonato definitivamente.
(Fonte: www.repubblica.it - 8/1/2015)

sabato 10 gennaio 2015

Jeep Renegade vince in sicurezza


Cinque stelle Euro NCAP per la nuova Renegade. La bestseller di casa Jeep ha totalizzato un punteggio globale di 80/100, ottenuto grazie all'87% per la protezione degli adulti, l'85% per quella dei bambini, il 65% per quella dei pedoni e il 74% per i sistemi di sicurezza di assistenza alla guida. Migliaia di ore di simulazioni virtuali hanno permesso di sviluppare l'innovativa architettura "4x4 Small Wide" - Renegade è la prima vettura FCA ad adottarla - che propone una struttura monoscocca realizzata con l'ampio utilizzo di acciai altoresistenziale, ultra-altoresistenziale e "stampato a caldo", avendo come risultato finale un'eccezionale rigidezza torsionale. La struttura frontale a tre linee di carico garantisce una zona anteriore che si deforma in modo omogeneo qualunque sia l'ostacolo o il veicolo impattato. Tra l'altro, nonostante la chiara vocazione off-road del modello che si esprime anche nel frontale robusto e squadrato, la nuova Renegade assicura comunque una buona protezione pedone. La qualità della progettazione virtuale è stata poi verificata fisicamente sulle vetture prodotte nello stabilimento SATA di Melfi con 300 prove su componenti e sottosistemi, più di 100 simulazioni di impatto e oltre 100 crash test prendendo in esame i diversi tipi di urto - frontale, laterale, ribaltamento, tamponamento e urto pedone -  tenendo conto delle differenti velocità alle quali possono avvenire nonché alle diverse caratteristiche fisiche dei passeggeri. Per una protezione totale, la nuova Jeep Renegade offre di serie 6 airbag (frontali per i passeggeri anteriori, laterali a tendina per tutte le file e laterali sui sedili anteriori) e l'ESC (controllo elettronico di stabilità) con l'ERM (sistema elettronico antiribaltamento). La dotazione inerente la sicurezza, a seconda dei mercati e degli allestimenti, propone di serie o a richiesta, anche altri importanti sistemi quali il Blind-Spot Monitoring, il Rear Cross Pathdetection, l'Adaptive Cruise Control (disponibile dal 2015) e la telecamera per la retromarcia ParkView con griglia a linee dinamiche. Ma non è tutto. Uno dei sistemi più innovativi disponibili sulla nuova Jeep Renegade è il Forward Collision Warning-Plus (sistema di frenata assistita) - il primo nella categoria per affidabilità e precisione - che utilizza sensori radar e video per rilevare se la vettura si sta avvicinando troppo rapidamente a un altro veicolo o a un ostacolo lungo il suo tragitto. In questi casi il sistema avverte o assiste il guidatore in modo da evitare l'impatto o da attenuarne le conseguenze. La nuova Renegade può essere infine dotata dei sistemi "Lane Sense Departure Warning-Plus" (sistema di avviso di uscita dalla corsia) e "Blind-spot Monitoring". Il primo dispositivo utilizza il sensore ottico della telecamera per stabilire la posizione su strada della vettura rispetto alla segnaletica orizzontale presente sulla carreggiata. In caso di cambio di corsia non intenzionale, che il sistema riconosce da un cambiamento di traiettoria senza attivazione degli indicatori di direzione, il segnale visivo emesso viene accompagnato da un segnale tattile inviato dal servosterzo elettrico (EPS). Se il conducente non reagisce rapidamente, il sistema emette un secondo allarme visivo. Invece, il sistema "Blind-spot Monitoring" usa sensori radar a banda ultra larga che assistono il conducente durante i cambi di corsia segnalando la presenza di veicoli negli angoli ciechi tramite icone illuminate sugli specchietti laterali e attivando un segnale acustico selezionato da chi guida.
(Fonte: www.repubblica.it - 29/12/2014)

venerdì 9 gennaio 2015

Fiat leader del mercato brasiliano per il tredicesimo anno grazie alla Palio


La Fiat Palio è stata l’auto più venduta in Brasile nel 2014, raggiungendo i 183.748 esemplari venduti, ovvero una quota di mercato che arriva al 5,5% del totale se consideriamo sia i modelli prodotti in Brasile che quelli importati. La Palio venne lanciata nel 1996 come la prima auto italiana prodotta il Brasile, e venne apprezzata da subito essendo l’unica con dotazioni di sicurezza e tecnologiche all'avanguardia, nel suo segmento. Un passo importante per Fiat che, per il tredicesimo anno consecutivo, si riconferma come leader del mercato brasiliano: la casa torinese, infatti, ha venduto un totale di 698.238 veicoli in Brasile dove ha un’ampia fetta del mercato, pari al 21%. Oltre alla Palio sono campioni di vendita il pick-up Strada con 153.139 consegne e la Uno con 122.244 esemplari venduti. FCA ha aumentato in maniera consistente le sue vendite sia per Fiat che per Jeep, mentre sono in difficoltà Lancia ed Alfa Romeo che hanno perso entrambe 0,3 punti percentuali sulle vendite nonostante gli ottimi risultati di Giulietta e Ypsilon. Complessivamente, però, il mercato dell’auto sta crescendo rispetto al 2013, con un +0,75% solo da parte di FCA.
(Fonte: www.infomotori.com - 5/1/2015)

giovedì 8 gennaio 2015

VM Motori: il 2015 porta altri 40 lavoratori


VM Motori, che fa parte del gruppo industriale FCA (Fiat Chrysler Automobiles), è tra le poche realtà presenti nella nostra provincia che non sembra avvertire i venti della crisi. Anche il 2015 inizia con una buona notizia. Tra gennaio e febbraio entreranno infatti nel colosso dei motori diesel di via Ferrarese una quarantina di unità. Una metà circa sarà della Cnh, le altre tramite assunzioni interinali. Sono numeri che se la situazione si evolverà in maniera positiva, dovrebbero essere confermati. Anzi, sarebbero previste altre assunzioni nel secondo semestre. I numeri sono in aumento e l’azienda starebbe valutando altre soluzioni come ad esempio un'altra catena di montaggio. Ricordiamo che una ventina di unità erano entrate in servizio nel dicembre dello scorso anno. Si tratta di contratti a termine rinnovabili di durata trimestrale. La situazione per il gruppo industriale FCA nato dalla fusione tra Fiat e Chrysler starebbe procedendo bene soprattutto per il nuovo motore, un turbodiesel a sei cilindri da tremila centimetri cubi di cilindrata che può trovare una diffusa utilizzazione sui nuovi modelli, vedi Grand Cherokee della Jeep e i pick up della Ram. La produzione a fine anno era già salita 400 pezzi al giorno e si prevede un ulteriore aumento visto che anche la Maserati Ghibli Diesel, assemblata a Grugliasco in Piemonte monetà motori centesi. Viaggiano a un ritmo anche le ordinazioni arrivate da Baku, in Azerbaijan, dove nel 2015 si terrà la prima edizione dei Giochi Olimpici Europei: i London Taxi, che saranno il mezzo di trasporto ufficiale, monterà infatti i motori VM Motori. Il fatturato 2014 si è chiuso con circa 500 milioni di Euro per una produzione superiore a 100mila motori.
(Fonte: http://lanuovaferrara.gelocal.it - 6/1/2015)

mercoledì 7 gennaio 2015

FCA: nel 2014 consegnate oltre 2 milioni di vetture negli U.S.A.


Per un giornalista può essere imbarazzante analizzare i risultati 2014 realizzati da Fiat-Chrysler sul mercato americano. L'uso di aggettivi roboanti, infatti, generalmente segnala una cattiva qualità dell'articolo. E tuttavia, come si fa a non parlare di marcia trionfale? La società guidata da Sergio Marchionne negli ultimi cinque mesi, tutti i mesi, dicembre compreso, ha registrato in America un incremento delle vendite del 20%. Il 2014 si è chiuso, sempre negli U.S.A., con immatricolazioni a quota 2,1 milioni (+16% mentre il mercato è salito del 6% circa) quindi oltre i livelli precrisi e oltre quattro volte superiori a quelle italiane, a patto di comprendervi anche i furgoni dove Fiat è forte. Impressionante la progressione di Jeep, che nei soli Stati Uniti (692.000) e in Canada (70.000) è riuscita a vendere circa 762.000 vetture, ovvero 30.000 pezzi in più di tutte le Jeep (732.000) vendute in tutto il mondo nel 2013. Per completare il quadro vale la pena riportare alcuni dati delle vendite di dicembre che è il 57esimo mese consecutivo di crescita delle vendite: non sono andati bene solo i classici punti forti di FCA, ovvero Jeep (+19%) e i giganteschi e molto profittevoli pick-up della Ram (+32%), ma sono risultati molto richiesti anche alcuni modelli "minori" ma promettenti. Ad esempio i furgoni Ducato (che in America si chiamano ProMaster) hanno superato quota 3.000 con una crescita del 62% rispetto al dicembre 2013 e la Chrysler 200, una berlina che sfrutta la piattaforma dell'Alfa Romeo Giulietta, è arrivata a vendere 16.200 pezzi nel mese con un aumento di oltre il 200%. In questo contesto meritano una segnalazione anche i prodotti più strettamente legati all'Italia. Al suo terzo anno di presenza negli U.S.A. la 500 se l'è cavata con quasi 34.000 immatricolazioni e un calo del 6% più che compensato dalle vendite della 500L arrivate a quota 12.400 (+68%) e dal primo lotto delle sportivissime Alfa Romeo 4C che a dicembre hanno fatto registrare le prime 67 vendite che sottolineano comunque il ritorno ufficiale del marchio italiano nelle classifiche del mercato statunitense. Un ultimo dato, ma strategico. Fiat-Chrysler nel 2014 si è confermato il quarto produttore più importante per il mercato U.S.A. ma ha accorciato le distanze da Ford e Toyota che occupano la seconda e la terza posizione mentre il podio più alto è appannaggio dell'irraggiungibile GM. Nel 2013 in particolare in America Toyota staccò Fiat-Chrysler di 436.000 pezzi vendendo il 24% in più con 2.236.000 immatricolazioni contro 1.800.000 di Auburn Hills. Quest'anno - su un mercato più ampio - la distanza si è ridotta al 13,6% e cioè a 284.000 pezzi poiché i giapponesi hanno venduto 2.374.000 vetture e gli italo-americani 2.090.000. Sarà interessante a questo punto, a fine mese con la presentazione dei conti annuali, conoscere il livello dei margini raggiunti da FCA. Livello di cui alcuni mesi fa Marchionne si lamentò. Comunque, e per fortuna, il senso di imbarazzo per eccesso di chi scrive è condiviso. Il giornalista Larry Lavallequette, che segue FCA per AutomotiveNews, la pubblicazione che per il mondo dell'automobile è poco meno di una Bibbia, per commentare le vendite di novembre di Auburn Hills aveva usato un solo aggettivo: "stunning", che in italiano si può tradurre con stupefacente o scioccante. Meno male che il giornalismo americano è considerato il più obiettivo del mondo.
(Fonte: http://motori.ilmessaggero.it - 5/1/2015)

martedì 6 gennaio 2015

Agenzia delle Entrate: “Sede fiscale FCA a Londra? Mercedes non lo farebbe mai”


“Credo che nessuno abbia immaginato che la Mercedes possa andare via dalla Germania”. E’ in questa frase tranchant il giudizio di Rossella Orlandi, direttrice dell’Agenzia delle Entrate, sulla scelta di Fiat, dopo la fusione con Chrysler, di trasferire la sede legale in Olanda e soprattutto prendere residenza fiscale a Londra, dove le tasse sui profitti di impresa sono molto più basse che in Italia. Alla richiesta di un giudizio sul rapporto delle multinazionali con il fisco italiano Orlandi ha detto che “c’è libertà di spostare la propria sede dove si ha l’attività” ma “dopo il rientro del gruppo Prada (che alla fine dello scorso anno ha regolarizzato la propria posizione pagando alle Entrate 400 milioni e ha riportato in Italia la holding, ndr) ce ne sono altri che stanno valutando di ritornare”. Poi la stoccata alla FCA guidata da Sergio Marchionne, finita nei giorni scorsi al centro di accese polemiche per le indiscrezioni, poi smentite, sulla possibilità che anche la residenza fiscale di Ferrari venisse trasferita lontano dall’Italia. La scelta di Fiat “ci spiace“, anche se “ha spiegato le ragioni. Ma certo, anche dopo la vicenda del Lussemburgo (lo scandalo LuxLeaks, ndr) e con la maggiore attenzione che c’è a livello europeo (l’Ecofin ha appena varato nuove norme per impedire ai gruppi multinazionali di eludere il fisco, ndr) ci sono vari segnali di rientro. Serve orgoglio di appartenenza”. Orgoglio che, secondo Orlandi, alcune aziende straniere dimostrano più delle italiane: “In Germania ci sono le aliquote come quelle italiane eppure non credo che nessuno abbia immaginato che la Mercedes possa andare via dalla Germania”. Orlandi, nel corso di un convegno a L’Aquila su corruzione e legalità, ha anche parlato degli attesi decreti sull’abuso del diritto e la riforma delle sanzioni penali tributarie, auspicando che si mantengano tempi più lunghi per la decadenza per l’evasione fiscale che ha risvolti penali. “Bisogna prevedere un allungamento dei tempi per le ipotesi di evasione più insidiose: se non il raddoppio per tutte le tipologie almeno un allungamento, così che si permetta di avere il tempo necessario per evitare che accertamenti complessi vengano vanificati dai tempi di prescrizione”. Ma le bozze di decreto sull’abuso di diritto prevedono che il raddoppio – introdotto da un decreto del 2006 – scatti solo se le Entrate hanno fatto denuncia alla Procura entro i termini ordinari di decadenza.
(Fonte: www.ilfattoquotidiano.it - 15/12/2014)

lunedì 5 gennaio 2015

AutoGuide: Fiat ha depositato i marchi "124" e "124 Spider" negli U.S.A.

 
La Mazda MX-5 di nuova generazione comincia a imparare le prime parole in italiano. A partire, naturalmente, dal suo nome "tradotto", che probabilmente sarà Fiat 124 Spider. La testata americana AutoGuide, che ha scovato la domanda di marchio depositata negli U.S.A. per questa denominazione, non ha fatto che confermare con lo scoop le anticipazioni lanciate a più riprese negli scorsi mesi.
Conferme per l'ipotesi-Fiat - La nuova "Miata", come noto, darà origine a una sportiva gemella sotto l'egida del Gruppo FCA, che verrà prodotta proprio da Mazda nella fabbrica di Hiroshima. Le ipotesi, che inizialmente puntavano su un remake del Duetto e dunque sul marchio Alfa Romeo, si sono spostate sul brand Fiat dopo una dichiarazione di Sergio Marchionne, che ha parlato chiaramente di una produzione esclusivamente italiana per i futuri modelli del Biscione.
Coupé, spider, Abarth: tutte le varianti in corsa - La domanda, nello specifico, è stata depositata presso lo U.S. Patent and Trademark Office lo scorso 12 dicembre e, secondo le fonti d'Oltreoceano, riguarda non una ma due denominazioni: "124" e "124 Spider". Una circostanza che ha dato il "la" ad alcune ipotesi - che per il momento restano assolutamente da considerare tali - sulla presenza di una variante coupé oltre alla scoperta già ampiamente prevista. Da ricordare, inoltre, che è in campo anche la possibilità di una variante ancora più sportiva a marchio Abarth.
(Fonte:www.autoguide.com - 22/12/2014)

domenica 4 gennaio 2015

2015: cento anni di Fiat 500


Sarà per l'estetica che richiama alla mente la Nuova 500 del 1957 (chiamata "Nuova" al momento del suo lancio per distinguerla dalla "500 Topolino" degli Anni Trenta), sarà per il sapiente lavoro di marketing della Casa torinese, ma la "Cinquecento" che troviamo oggi nelle concessionarie e che incontriamo sempre più frequentemente lungo le nostre strade sembra fatta apposta per cavalcare il fascino inossidabile  -  ed il conseguente duraturo successo commerciale  -  di quella di mezzo secolo fa. Le radici della piccola di casa Fiat affondano però ancora ben più lontano nel tempo della piccola bicilindrica del 1957. Addirittura prima della vettura progettata da Dante Giacosa all'inizio degli Anni Trenta e poi divenuta famosa con il soprannome di "Topolino", tempestivamente affibbiatole dagli automobilisti italiani per sottolineare le sue dimensioni ultracompatte e quell'aria che faceva subito simpatia. Il nome ed il concetto "Fiat 500" hanno infatti ormai un secolo. Già nel 1915 la Casa torinese aveva cominciato a sviluppare l'idea di una piccola automobile che già allora chiamò 500 e quattro anni dopo, alla fine della Prima Guerra Mondiale, ne aveva realizzato anche un prototipo. Si trattava ovviamente di una automobile molto diversa da quella che abbiamo poi imparato a conoscere: non un'auto da famiglia, bensì una spider (carrozzeria tipo "Ballon", si diceva all'epoca) equipaggiata con un 4 cilindri da 8-10 CV ed in grado di raggiungere una velocità massima di 65 km/h. Un'idea di automobile tutto sommato più vicina a quella dell'odierna "Cinquecento" che a quella della "Topolino" di vent'anni dopo. Il prototipo rimase fine a sé stesso, ma negli anni seguenti i progettisti della Fiat continuarono a lavorare sul progetto della piccola automobile, realizzando altri veicoli che peraltro rimasero anch'essi allo stadio prototipale. A frenare un più deciso impulso allo sviluppo del progetto di quella prima Fiat 500 furono probabilmente il successo riscosso negli Anni Venti dalle cyclecar che, soprattutto in Gran Bretagna, sembravano rappresentare una reale alternativa alle vetture convenzionali, e l'idea allora molto diffusa specialmente in Italia che l'automobile fosse ancora un "oggetto" riservato a pochi. Da noi l'idea della motorizzazione di massa e dell'automobile per tutti, che già stava prendendo piede negli Stati Uniti e nel Regno Unito, era ancora di là da venire. Toccherà proprio alla Balilla ed alla 500 suggerire per la prima volta agli italiani un altro modo di intendere l'automobile: quello che da anni abbiamo imparato a conoscere.
(Fonte: www.repubblica.it - 30/12/2014)

sabato 3 gennaio 2015

Fiat 500 Ron Arad Edition: listino prezzi Italia da 19.000 Euro


La Fiat 500 di Ron Arad debutta sul mercato italiano e presto verrà introdotta nel resto dei Paesi europei. Il modello, proposto da noi a 19.000 Euro, è stato personalizzato dal designer israeliano con l'inconfondibile sagoma della 500 del '57 sulle fiancate.
L'allestimento - Questa nuova "speciale" è dotata di serie di tetto panoramico, inserti cromati, rivestimenti in pelle Poltrona Frau nero con dettagli in avorio, quadro strumenti digitale da 7", Blue&Me, volante multifunzione in pelle, climatizzatore automatico, fendinebbia, cerchi da 16" con finitura diamantata, vernice metallizzata nera e calotte specchi bianche.
Un modellino per i clienti - Agli acquirenti della Ron Arad, che ha debuttato al Salone di Parigi insieme alle altre "limited" Camouflage, Jeans e Comics, sarà recapitata una riproduzione in scala 1:18 della loro vettura.
(Fonte: www.quattroruote.it - 19/12/2014)

venerdì 2 gennaio 2015

Alfa Romeo: la nuova gamma motori


Nuovi modelli, nuovi motori: come anticipato dal piano industriale quinquennale reso pubblico lo scorso maggio, Alfa Romeo taglierà di netto i ponti col passato, puntando verso l'alto di gamma e abbandonando i segmenti inferiori del mercato. L'offerta di motori rifletterà questo spostamento, muovendosi verso unità adeguate al rango e alle prestazioni necessarie per le nuove vetture del Biscione.
480 CV per il V6 biturbo - Il modello che aprirà il nuovo corso, la berlina media che debutterà il 24 giugno (e che non si chiamerà Giulia), sarà la prima vettura ad adottare le nuove unità. Tre i motori inediti con cui verrà lanciata, due benzina e un diesel, secondo fonti anonime citate da Luca Ciferri su Automotive News Europe: la tre volumi, che andrà in vendita nel 2016, sarà la prima Alfa a usare il nuovo V6 di origine Ferrari-Maserati, che nella sua versione più sportiva raggiungerà quota 480 CV.
Il Global Medium Engine - Il sei cilindri, un 2.9 litri derivato dal 3.0 montato su Ghibli e Quattroporte, conserverà l'iniezione diretta e la sovralimentazione biturbo del motore emiliano. Al suo fianco, un nuovo 2.0 turbo con iniezione diretta e distribuzione MultiAir, chiamato Global Medium Engine e declinato in una serie di varianti che spazierà tra i 180 e i 330 CV. Abbinato a trasmissioni manuali o automatiche, è progettato per la disposizione longitudinale in modelli a trazione posteriore o integrale.
Diesel: quattro cilindri e V6 biturbo - Con la nuova berlina dell'Alfa vedrà la luce anche un nuovo diesel, con cilindrata di 2.2 litri e architettura a quattro cilindri: il motore, che coprirà il range di potenze compreso tra i 135 e i 210 CV, sarà l'unica unità a gasolio per la media del Biscione. Il V6 di origine VM, che verrà aggiornato negli anni a venire, sarà declinato anche in una nuova variante biturbo da 340 CV, ma rimarrà appannaggio della Suv media (al debutto a fine 2016) e dell'ammiraglia.
(Fonte: www.quattroruote.it - 17/12/2014)

giovedì 1 gennaio 2015

giovedì 25 dicembre 2014

mercoledì 24 dicembre 2014

FCA cambia marcia in fabbrica: premio di 300 Euro agli operai Maserati


Fiat Chrysler premia con 300 Euro in più nella busta paga di gennaio i 2.700 operai della Maserati di Grugliasco. La notizia, arrivata a sorpresa nella fabbrica torinese durante la breve cerimonia degli auguri di Natale, chiude un anno veramente particolare per lo stabilimento e per il marchio. Da quella fabbrica quest'anno sono uscite più di 35 mila Ghibli e Quattroporte, vendute per il 95% all'estero, soprattutto in U.S.A. e Cina, mediamente ad oltre 80.000 Euro l'una. Se si pensa che fino a due anni fa Maserati vendeva in media 6.000 vetture l'anno si ha la dimensione del "miracolo Maserati". Un miracolo costato molta fatica e molto impegno ai dipendenti di Grugliasco e molti soldi (circa un miliardo) al Lingotto dopo la decisione presa nel 2010 di ricostruire dalle fondamenta lo stabilimento ex-Bertone fermo da sei anni. Oggi in quel plant lavorano 2.700 persone contro i 1.100 dipendenti dell'ex-Bertone e il fatturato della fabbrica, riaperta due anni fa nello scetticismo generale, raggiunge i 3 miliardi di Euro: quasi lo 0,2% di tutto il Pil italiano. In questo quadro trionfale, tuttavia, va registrata la decisione di non far lavorare di sabato lo stabilimento per le quattro settimane di gennaio sfruttando permessi e ferie dei dipendenti. E' evidente che i 300 Euro per i dipendenti Maserati hanno un valore simbolico molto superiore a quello puramente economico. Significano innanzitutto che anche per gli altri 82.000 dipendenti italiani del gruppo Fiat-Chrysler è molto diversa da Fiat. Non perché Fiat non usasse premi o promozioni (quando la fabbrica di Pomigliano ha raggiunto il livello oro del sistema produttivo WCM sono arrivati a tutti i dipendenti 500 Euro) ma perché il premio di Grugliasco viene messo in relazione alla produttività di una singola fabbrica del gruppo e alla sua capacità strategica di stare sul mercato contro i blasonatissimi concorrenti tedeschi. Questa è la vera chiave di lettura del premio: FCA si appresta a lanciare 8 modelli Alfa Romeo nel segmento premium e quei 300 Euro in più alla Maserati dicono che se il progetto di alzare il valore aggiunto delle auto "Made in Italy" avrà successo ci sarà un margine di ulteriore guadagno anche per operai e impiegati italiani di FCA. Non solo. A sentire gli addetti ai lavori il premio di Grugliasco è l'antipasto di ciò che nei prossimi mesi - con il rinnovo del contratto aziendale che è diverso da quello di Confindustria-Federmeccanica - accadrà in tutte le 46 fabbriche italiane di FCA (auto) e di CNH (camion e trattori): ogni stabilimento avrà buste-paga diverse sulla base della dinamica della sua produttività. Attenzione: abbiamo scritto "dinamica della produttività" e non solo produttività. Questo vuol dire che sul tavolo della trattativa si discute di aumenti calcolati sul grado di "miglioramento" della produttività partendo da basi che sono inevitabilmente diverse da fabbrica a fabbrica. Comunque lo si giudichi, il contratto FCA-CNH del 2015 sarà molto importante per tutta l'industria italiana.
(Fonte: http://motori.ilmessaggero.it - 19/12/2014)

martedì 23 dicembre 2014

FCA: tutti i numeri del gruppo mercato per mercato


Le immatricolazioni in Europa di Fiat Chrysler Automobiles a novembre hanno registrato nel complesso un andamento positivo a 57.781 unità (+3,6%) crescendo più del mercato che mostra un progresso dell'1,2% grazie però al solo marchio Jeep che ha raddoppiato le vendite, nello specifico Fiat cede lo 0,4%, Lancia/Chrysler ed Alfa Romeo perdono rispettivamente il 9,5% ed il 3,7% mentre Jeep guadagna il 110,6% sul 2013. Nei primi 11 mesi dell'anno il mercato auto in Europa avanza del 5,5% con il gruppo in crescita del 3,2% ma con una quota di mercato in calo al 5,9% dal 6,1%. Sono questi i dati salienti dell'osservatorio web www.carsitaly.net FCA avanza sia in Italia, sia in Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, con le prime vendite della Jeep Renegade ad influenzare positivamente il risultato finale (1.026 quelle immatricolate in Italia il mese scorso). Ancora Jeep in evidenza in Russia, a novembre le vendite del brand crescono a 745 unità (+33%) più che compensando il calo di Fiat del 15 per cento. Nello stesso mese perdono quota le vendite in India, Messico e Giappone ma è soprattutto la situazione in Sud America che si conferma preoccupante per Fiat, il Brasile risente della congiuntura negativa e quello che un tempo era uno dei punti di forza del Gruppo, soprattutto a livello di profittabilità (il margine di guadagno in Brasile riusciva a compensare le perdite in Europa) appare ad oggi abbastanza in crisi. Pur mantenendo il primo posto come numero di vendite, davanti a Volkswagen e General Motors, Fiat prosegue in calo anche nel mese di novembre: i veicoli passeggeri perdono più del 20% rispetto all'anno scorso, con 39.303 unità vendute ed una quota di mercato scesa nell'intero anno al 20,3% dal 21,9% del 2013. Unica consolazione i veicoli commerciali, in novembre in rialzo di ben il 52% a 15.641 unità (+24% nel 2014). Anche il mercato argentino non riserva quest'anno soddisfazioni a Fiat, negli ultimi mesi il calo delle immatricolazioni nel Paese è stato nell'ordine del 30-40% sull'anno scorso, con Fiat in linea con l'andamento negativo del mercato e pesantemente in ribasso a novembre del 40,7%. Vanno invece meglio per Fiat Chrysler Automobiles le vendite in Cina (5.439 Fiat Viaggio e 2.077 Fiat Ottimo vendute a novembre), Australia (grazie agli ottimi risultati di Jeep in crescita del 38% sull'intero anno) e Turchia (con i veicoli commerciali in crescita del 55% il mese scorso). Vediamo infine gli Stati Uniti, vera forza del Gruppo FCA che oppone ad un mercato automobilistico in rialzo quest'anno del 5,4% con 15.014.661 auto vendute, un progresso del 15,7% a 1.897.378 vetture immatricolate, con una quota di mercato nel 2014 in crescita di un punto al 12,64% trainata dal grande successo del marchio Jeep in rialzo nell'intero anno di ben il 44% sul 2013. Nello specifico, sempre nel mese di novembre Fiat Chrysler Automobiles ha immatricolato negli U.S.A. 170.839 vetture, salendo del 20,1%, con il marchio Chrysler a +29,6% spinto dalla nuova Chrysler 200 e con Jeep a +26,6% grazie al successo della Cherokee e della Wrangler, notevole il contributo anche del Ram P/U che con 395.567 consegne nei primi 11 mesi del 2014 risulta in crescita del 23% sull'anno precedente. General Motors, Ford e Toyota restano davanti negli Stati Uniti, ma per il gruppo guidato da Sergio Marchionne il continuo guadagno di quote di mercato ha l'effetto di ridurre le distanze; testa a testa con Ford invece per FCA in Canada, le cui vendite stanno crescendo da 60 mesi consecutivi. Qui di seguito In conclusione il report di www.carsitaly.net nelle vendite mondiali FCA suddivise per area geografica nel mese di novembre (dati espressi in migliaia):
EMEA (Europa, Medio Oriente, Africa, Russia): 67,9 +1,3%
NAFTA (U.S.A., Canada, Messico): 199,7 +17,0%
LATAM (America Latina): 62,3 -12,1%
APAC (Asia, Pacifico): 23,7 +18,3%.
(Fonte: www.motori24.ilsole24ore.com - 20/12/2014)

lunedì 22 dicembre 2014

Fiat Group Automobiles cambia nome e diventa FCA Italy S.p.A.


La mail con l’allegato firmato da FCA Corporate Communications che martedì 16 dicembre mi è arrivata (ancora) da Torino, faceva un certo effetto: “Fiat Group Automobiles annuncia che da ieri il nome della società è cambiato in FCA Italy S.p.A.“. Il comunicato spiega ciò che già so, la fusione e la nascita della nuova società hanno bisogno di corporate identity e cose così, per cui cambieranno nei prossimi mesi anche i nomi delle regioni in cui opera il nuovo soggetto multinazionale. Insomma, Fiat non esiste più anche se il marchio continuerà a ornare modelli come 500 e Panda (e altri a seguire, speriamo) e a far parte ovviamente dell’acronimo del gruppo. Non portando più da tempo i pantaloni corti, la notizia è quasi straniante. La storia, l’auto di famiglia, la tangibilità di un nome su cui ho lavorato per anni restano, ma non ci sono più. Però "Italy", in inglese, Marchionne ce lo poteva risparmiare. Eppoi dalla bellezza del latino, "fiat", sia fatta (la sua volontà). Faccio un giro sul web e dall’altra parte dell’oceano scompare anche il nome Chrysler. Anzi: via Chrysler Group LLC, al suo posto FCA US LLC. Lì il marchio fa pure 90 anni nel 2015, Walter P. Chrysler ha intestato un grattacielo a suo nome a Manhattan, trovo su Jalopnik (sito niente male per disinvoltura, suo lo scoop fotografico alla vigilia del reveal al Salone di Ginevra della Jeep Renegade che ha fatto innervosire non poco la comunicazione del gruppo) una battuta degna: “Almeno stiamo parlando ancora di Chrysler al presente”.
(Fonte: www.carblogger.it - 16/12/2014)

domenica 21 dicembre 2014

All’asta la Jeep Renegade firmata dai Rolling Stones


All’asta la Jeep Renegade firmata dai Rolling Stones. La casa americana è stata sponsor dello spettacolare tour europeo della leggendaria band rock "14 On Fire" concluso lo scorso luglio. A consolidare il legame tra l’iconico brand off-road e il quartetto dei Rolling Stones arriva ora un'originale iniziativa dal forte valore sociale che vedrà battere all’incanto un esemplare unico della nuova Renegade con il cofano autografato dai componenti della band, ovvero Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts. Fino al prossimo 23 dicembre sarà possibile partecipare all'asta su Charity Buzz.com/RollingStonesJeep grazie all’evento organizzato da Charitybuzz, associazione che promuove la raccolta di fondi per organizzazioni non profit di tutto il mondo mettendo all'asta esperienze e pezzi unici. Questo esemplare unico della Renegade è stato autografato il 22 giugno a Roma, in occasione dell'unica data italiana del tour, nell’incantevole scenario del Circo Massimo. Per l’occasione la nuova Jeep Renegade è stata esposta per la prima volta in Italia, dopo l'esordio mondiale al salone dell'Automobile di Ginevra 2014, all'interno dell'antico stadio capitolino. Un'anteprima in linea con lo spirito della vettura, primo esemplare nella storia del marchio americano costruito in Italia e prima vettura del gruppo Fiat Chrysler Automobiles nata dalla collaborazione tra progettisti italiani e americani. “La sponsorizzazione del Tour europeo e la nuova iniziativa di charity – sottolineano al quartier generale – mette in risalto le affinità tra due icone internazionali - una leggenda del settore automotive e delle superstar della musica rock - che possono vantare una storia fatta d'innovazione e capacità di evolversi, di anticipare le tendenze e gli orientamenti del pubblico. Quando nel 1945 fu prodotto il primo modello 4x4 Jeep a uso civile, la CJ-2A, il marchio americano dimostrò la massima attenzione per le esigenze di mobilità dei clienti e la capacità di anticipare fin da subito gli orientamenti del mercato. Da quel momento Jeep ha offerto al grande pubblico prodotti innovativi caratterizzati da una forte personalità, avanzati contenuti tecnologici e prestazioni di riferimento. Allo stesso modo i Rolling Stones hanno rivoluzionato la storia della musica rock, fondendo rock e blues per creare il proprio genere musicale. Per cinque decenni hanno imposto il loro stile unico sulla scena musicale globale, con brani innovativi e ricchi di riferimenti al contesto sociale”.
(Fonte: www.repubblica.it - 18/12/2014)

sabato 20 dicembre 2014

Abarth 695 Biposto: listino prezzi a partire da 39.900 Euro


Sono state diffuse le informazioni relative all'Abarth 695 Biposto, la versione più cattiva dell'intera gamma derivata dalla Fiat 500. La Biposto rappresenta l'allestimento più sportivo dedicato agli amanti dei track day, che potranno acquistare un modello ispirato alle vetture da competizione e dotato di soluzioni tecniche assolutamente uniche. Non a caso questa vettura si posiziona al vertice della rinnovata gamma Abarth ed è in vendita al prezzo di 39.900 Euro, a cui vanno aggiunti 860 Euro per la messa in strada.
Kit corsaiolo dedicato - Presentata al Salone di Ginevra, la Abarth 695 Biposto adotta la nuova versione Euro 6 del 1.4 T-jet da 190 CV e 250 Nm di coppia, dotato di intercooler maggiorato, airbox BMC e scarico Akrapovic. Della dotazione di serie fanno parte anche l'impianto frenante Brembo con pinze anteriori a quattro pistoncini, l'assetto regolabile Extreme Shox, i cerchi di lega OZ da 18" con pneumatici da 215/35 e il rollbar di titanio. La carrozzeria, verniciata nella tinta Grigio Performance Opaco - non disponibile per le altre versioni - propone carreggiate allargate, paraurti e minigonne con inserti di carbonio e spoiler posteriore maggiorato, mentre l'abitacolo dispone di sedili sportivi in di pelle e Alcantara con schienale di carbonio, pedaliera di alluminio e titanio e pannelli porta alleggeriti.
Pacchetti per renderla ancora più estrema - Se tutto questo non fosse sufficiente, i clienti potranno scegliere dei pacchetti per trasformare la Biposto in una vera e propria "arma" da pista, superando di slancio i 66.000 Euro totali. Per esempio, il Kit 124 Speciale (4.000 Euro), include cofano di alluminio modificato e tappi acqua olio e benzina di titanio, mentre il Kit Carbonio (5.000 Euro) comprende plancia, pannelli porte, calotte specchi e montanti laterali in fibra di carbonio. Il Kit Pista (5.000 Euro) propone il Data Logger AIM Mxl2, le cinture di sicurezza Sabelt a quattro punti, i sedili Sabelt a guscio di carbonio e il casco personalizzato. Il Kit Racing Windows (2.500 Euro) permette di sostituire i cristalli laterali di serie con quelli in policarbonato con finestra scorrevole, mentre il Kit Innesti Frontali (10.000 Euro) include, appunto, il cambio manuale a innesti frontali con leva in ergal, la frizione racing e la finitura in carbonio del tunnel e del freno a mano. Con un peso di 997 kg, secondo la Casa la Abarth 695 Biposto è capace di toccare i 100 km/h da fermo in 5,9 secondi, con una velocità massima di 230 km/h.
(Fonte: www.quattroruote.it - 2/12/2014)

venerdì 19 dicembre 2014

Arrivabene alla festa di Natale: "Da gennaio Ferrari all'attacco"


E' il giorno della festa di Natale in casa Ferrari, la prima da Team Principal e direttore generale per Maurizio Arrivabene, dopo i tanti anni in cui era intervenuto nella sua attività di top manager Philip Morris. "Ora ci scambiamo gli auguri di Natale, ma da gennaio voglio vedervi non in difesa ma all'attacco, perché l'obiettivo è riportare la Scuderia Ferrari nelle posizioni che merita – dice Arrivabene nel suo discorso – per me è un grande orgoglio lavorare per questa azienda, che è la più bella che c'è. Le aziende sono fatte di persone e questa è fatta da persone speciali". Arrivabene ha rivolto un pensiero a Jules Bianchi e Michael Schumacher, "due piloti molto cari al team che in questo momento stanno combattendo una lunga e difficile battaglia", e ha ricordato Emilio Botin, presidente del Banco Santander scomparso all'inizio di settembre.
MARCHIONNE: "NON TEMETE IL CAMBIAMENTO" - Alla festa era presente anche Sergio Marchionne, presidente del Cavallino: "In questa sala ci sono molte persone di grande talento – ha detto il dirigente italo-canadese - Io sono qui per farvi lavorare al meglio e darvi le risorse per fare in modo che, con le vostre capacità e una coppia di piloti straordinari che abbiamo, la Ferrari sia in grado di competere per la prima fila. Per questo ho deciso di chiamare Maurizio Arrivabene che garantirà a voi e alla Rossa la leadership più efficace. Maurizio ha la mia piena fiducia, conosce questo mondo da molto tempo e ha le capacità per guidare la Scuderia in un periodo difficile per il team, ma anche per tutta la Formula 1. Non temete il cambiamento, siate proattivi, abbiate il coraggio di dare idee. So che ne siete capaci ed è di questo di cui la Ferrari ha bisogno".
ELKANN: "LAVORIAMO PER UN FUTURO MIGLIORE" - Anche la proprietà, rappresentata da John Elkann, è carica di aspettative in vista del 2015: "Fin da quando mio nonno strinse il patto con Enzo, la Ferrari è qualcosa di assolutamente speciale per noi – spiega il presidente di Fiat-Chrysler - Nel reciproco rispetto abbiamo sempre lavorato insieme ottenendo grandi risultati. Siamo estremamente legati alla Ferrari e stiamo lavorando per garantirle un futuro ancora migliore. Anche in pista sappiamo che c'è un grande lavoro da fare, ma siamo determinati a mettere a disposizione tutti gli strumenti che servono per ottenere i traguardi che questa Scuderia si merita".
ALONSO: "GRAZIE DI TUTTO, VI AUGURO IL MEGLIO" - A Maranello arrivano anche, via Twitter, gli auguri di Fernando Alonso: ''Cena di Natale alla Ferrari! Grazie per tutto!! Di cuore il meglio per il futuro e #buon Natale'', ha scritto l’asturiano, nel ringraziare la scuderia per la quale ha corso negli ultimi cinque anni, prima di passare alla McLaren-Honda.
(Fonte: www.repubblica.it - 13/12/2014)

giovedì 18 dicembre 2014

Nuovo Fiat Doblò: le caratteristiche


Fiat presenta il Nuovo Doblò, l’unico “Active Family Space” del segmento capace di soddisfare le esigenze della famiglia moderna, sportiva e dinamica che lo utilizza 7 giorni su 7, nei giorni lavorativi come nel week end, senza alcun limite di spazio e fruibilità. Ordinabile da questa settimana, il Nuovo Doblò arriverà negli showroom Fiat a partire dal prossimo febbraio. La nuova vettura rappresenta la quarta generazione di un modello che, lanciato alla fine del 2000 e rinnovato negli anni 2005 e 2010, ha registrato a oggi circa 300.000 immatricolazioni nell’area EMEA. Un progetto vincente quindi che ha saputo evolvere negli anni rispondendo alle diverse esigenze di mobilità, comfort e rispetto ambientale che si sono succedute nella società odierna. Il Nuovo Doblò si presenta con un design, esterno e interno, completamente rinnovato capace di esprimere dinamismo e personalità attraverso forme e linee più distintive. Anche la dotazione tecnologica si arricchisce di nuovi contenuti user-friendly che rendono piacevole qualunque viaggio a bordo del Nuovo Doblò. Un esempio? Il sistema multimediale Uconnect con touchscreen a colori da 5″ che, a richiesta, può essere dotato di navigazione integrata e riproduzione radio digitale (DAB). Un ambiente tutto da vivere per chi viaggia, per chi ama stare in compagnia o per chi lo sceglie come partner del proprio tempo libero. Qualunque sia la propria passione o impiego della vettura, il Nuovo Doblò mette a disposizione la grande modularità dello spazio interno – da sempre uno dei punti di forza del modello – che offre fino a 7 posti, l’ampio bagagliaio da 790 litri (ai vertici del segmento), i numerosi vani portaoggetti e l’utile sedile posteriore sdoppiato (60/40). In più, il Nuovo Doblò assicura il miglior handling della categoria – grazie anche alle sospensioni Bi-link, un’esclusiva nel segmento – e il più elevato benessere a bordo come dimostra un abitacolo molto luminoso, arioso e con un eccellente comfort climatico e acustico. Un ambiente confortevole e funzionale, quindi, che può contare anche su contenuti di sicurezza al top della sua categoria: sono sempre di serie airbag anteriori, sistema ESP e funzione Hill Holder. Ulteriore record del Nuovo Doblò è la gamma motorizzazioni, una delle più ampie e articolate della categoria, che si compone di ben 7 propulsori – potenze da 90 a 135 CV e alimentazioni a benzina, diesel e metano. Commercializzato in 29 Paesi dell’area EMEA, il Nuovo Doblò propone 3 allestimenti (Pop, Easy e Lounge), 2 varianti di altezza tetto, 2 lunghezze del passo, 11 colori di carrozzeria (tra cui il nuovo Grigio Colosseo), 5 ambienti interni e 2 configurazioni di sedili (standard a 5 posti, a richiesta a 7). Come le precedenti generazioni, il Nuovo Doblò è prodotto nello stabilimento della Tofaş a Bursa, in Turchia, uno dei migliori siti industriali automotive del mondo come dimostra l’assegnazione della medaglia d’Oro secondo la valutazione World Class Manufacturing. Design, esterno e interno, profondamente rinnovato che si evince già dal frontale moderno e distintivo sul quale spiccano i nuovi paraurti e il cofano affusolato e coerente con la curva del tetto. Novità anche per i gruppi ottici, anteriori e posteriori, che si sviluppano in modo armonioso ed elegante, sottolineando l’andamento orizzontale delle linee della vettura, oltre a essere posizionati in alto per proteggerli dai piccoli urti. In vista laterale, il Nuovo Doblò si caratterizza per una linea che percorre tutta la fiancata conferendo dinamismo e slancio alla vettura. Una certa fluidità è invece data da un tratto continuo che percorre la parte bassa, dal passaruote anteriore a quello posteriore, passando attraverso la fascia paracolpi. Di grande impatto anche l’ampia superficie vetrata, impreziosita dalle comode porte scorrevoli che rendono ancora più facile accomodarsi a bordo. Contribuiscono allo stile pulito della fiancata gli specchi retrovisori esterni che integrano gli indicatori di direzione. Gli specchi di grandi dimensioni assicurano un’ottima visibilità e possono, a richiesta, essere abbattibili con comando elettrico. Infine, in vista laterale risaltano i nuovi cerchi in lega da 16″ o le nuove coppe ruote mentre sul portellone posteriore spicca la nuova banda “portalogo” nella stessa tinta di carrozzeria che ne alleggerisce la linea complessiva. Il cliente del Nuovo Doblò può scegliere tra 11 colori di carrozzeria tra cui il nuovo Grigio Colosseo che ne esalta ulteriormente le forme armoniose donandole allo stesso tempo un aspetto elegante e distintivo. Stile rinnovato anche per gli interni che sono stati progettati per offrire maggiore funzionalità, oltre che la più ampia varietà di personalizzazioni grazie all’abbinamento di colori, materiali e rivestimenti. Tra le maggiori novità si segnala la nuova plancia ergonomica che, a seconda degli allestimenti, presenta una fascia di colore diverso in sintonia con i rivestimenti dei sedili e dei pannelli porta. In dettaglio, la versione Easy presenta un nuovo rivestimento in tessuto che, a scelta del cliente, può essere rosso o grigio (in entrambi i casi la plancia è di colore grigio) mentre l’abitacolo del Nuovo Doblò Pop è caratterizzato dalla tonalità grigia sia per il rivestimento in tessuto che per la plancia. Infine, l’allestimento Lounge offre due soluzioni: plancia e tessuto grigio oppure plancia e tessuto beige. Nuovi anche il volante ergonomico e il quadro strumenti che si rinnova con una grafica chiara e gradevole su cui leggere tutte le informazioni utili al guidatore in un colpo d’occhio. Inoltre, sul nuovo modello sono più facili da raggiungere i pulsanti dei sistemi Start&Stop, ASR e alimentazione a metano (dove presente). Il tutto arricchito dai numerosi e pratici vani portaoggetti quali, ad esempio, il cassetto anteriore che può custodire un tablet da 10″ o l’utilissimo “capucine” – un comodo vano aperto in alto sul parabrezza – dove trova posto anche lo specchio di sorveglianza bambini. Insomma, sono davvero molte le soluzioni intelligenti per l’utilizzo dello spazio interno che soddisfano i bisogni di chi fa del Nuovo Doblò un’auto da vivere in famiglia e in compagnia. Il nuovo modello vanta una delle più ampie gamme motorizzazioni del segmento. Tutti caratterizzati da doti di affidabilità, prestazioni e rispetto dell’ambiente, i propulsori a benzina sono il 1.4 95 CV e il 1.4 T-JET 120 CV mentre i turbodiesel sono il 1.6 Multijet 90 CV (anche con cambio robotizzato Dualogic), il 1.6 Multijet 105 CV e il 2.0 Multijet 135 CV. Completa l’offerta il propulsore bi-fuel (benzina/metano) 1.4 T-JET 120 CV Natural Power che assicura prestazioni pari alla versione benzina ma con tutti i benefici economici e ambientali offerti dal metano. Il Nuovo Doblò è ai vertici della categoria per modularità dello spazio interno, come dimostrano il sedile del passeggero anteriore abbattibile a tavolino (optional) e quelli della seconda e terza fila (nel caso della configurazione a 7 posti) che possono essere facilmente reclinati e abbattuti grazie alle pratiche ed ergonomiche leve di movimentazione, o addirittura rimossi completamente creando così uno spazio davvero ampio e sfruttabile in tutta la sua lunghezza. Senza contare che il bagagliaio vanta dimensioni ai vertici della categoria: nella versione a passo corto si hanno a disposizione 790 litri (misurato fino alla cappelliera) che diventano 1.050 litri nella versione a passo lungo. Se poi si abbattano i sedili posteriori, il volume sale rispettivamente a 3.200 litri e 4.000 litri: sono valori record nel segmento. Senza contare che alla grande flessibilità del Nuovo Doblò contribuisce la possibilità di posizionare a più livelli la cappelliera (vanta una portata record di ben 70 kg). Sul comportamento dinamico, la guidabilità e il piacere di guida, il Nuovo Doblò è ai vertici del segmento. Merito anche delle sospensioni posteriori Bi-link – un’esclusiva del modello – che si compone di schema a ruote indipendenti, barra stabilizzatrice, ammortizzatori posteriori a doppia taratura (in estensione ed in rimbalzo per il massimo delle prestazioni di handling, comfort, rollio e stabilità) e molle ad alte performance per meglio assorbire le sollecitazioni su qualsiasi fondo stradale. Il piacere di guida è garantito anche dai miglioramenti alla manovrabilità del cambio grazie ai diversi interventi tecnici che hanno contribuito a ottenere minor sforzo e maggior precisione in fase di selezione ed innesto marcia. Inoltre, è stata migliorata l’interazione tra disponibilità di coppia e azione sul pedale, ossia più coppia a parità di azione sul pedale: il vantaggio per il cliente è evidente soprattutto nelle normali condizioni di utilizzo a bassi regimi ed in ambito cittadino. Per quanto riguarda l’infotainment, il Nuovo Doblò propone due livelli di contenuti, a seconda degli allestimenti, che assicurano un’esperienza musicale coinvolgente. Il primo sistema si compone di display a matrice attiva, radio FM / AM, USB media player/collegamento per iPod, presa AUX-In, volume automatico in base a velocità, tecnologia Bluetooth (senza riconoscimento vocale) e, a richiesta, comandi al volante. Sul Nuovo Doblò è disponibile anche il noto sistema multimediale UConnect 5″ già adottato da molte vetture della gamma Fiat. In particolare, il sofisticato dispositivo si basa su un touchscreen a colori di 5″, uno dei più grandi del segmento, che permette al guidatore di accedere a tutte le funzionalità principali, dalla radio analogica e digitale (a richiesta) fino a tutti i principali supporti multimediali (mediaplayer, iPod, iPhone, smartphone) collegabili attraverso la porta USB e il connettore Aux-in. Inoltre il sistema include un’interfaccia Bluetooth evoluta che permette di accedere a funzionalità aggiuntive come la gestione delle chiamate telefoniche o la lettura tramite la tecnologia text-to-speech degli SMS ricevuti, oltre all’innovativo sistema di Audio Streaming che consente la riproduzione in streaming dei file musicali e delle web radio dal proprio smartphone direttamente, via Bluetooth, sul dispositivo Uconnect. Completano UConnect 5″ i comandi al volante e il software Eco: Drive che aiuta il guidatore nella riduzione del consumo di carburante e delle emissioni di CO2. Inoltre, a richiesta, è possibile aggiungere al sistema la navigazione integrata, sviluppato in collaborazione con TomTom. Nel campo della sicurezza, il Nuovo Doblò assicura una protezione totale dei passeggeri grazie ai più avanzati dispositivi elettronici per il controllo della stabilità quali l’ABS con il correttore elettronico di frenata EBD, l’ESC completo dei sistemi ASR (Anti Slip Regulation), HBA (HydraulicBrake Assist) e Hill-Holder che assiste il guidatore nelle partenze in salita. Completano l’equipaggiamento dedicato alla sicurezza gli airbag frontali (a richiesta quelli laterali) e il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici. Viaggiare sul Nuovo Doblò è sempre un’esperienza emozionante grazie anche all’ariosità dell’ambiente, alla piacevolezza delle superfici, al comfort avvolgente dei sedili e all’ampia superficie vetrata. Inoltre, la posizione di guida rialzata e l’ergonomia dei comandi rendono particolarmente piacevole uno spazio facile da dominare. Il clima all’interno dell’abitacolo è uno dei principali fattori di comfort durante il viaggio, ed è importante anche per la sicurezza preventiva: temperatura, umidità e ventilazione influiscono sul benessere e sul livello d’attenzione del guidatore. Ecco perché Nuovo Doblò adotta un climatizzatore – automatico o manuale a seconda delle versioni – che offre bocchette anteriori di maggiori dimensioni e dal design elegante, oltre alla diffusione diretta nella zona posteriore della vettura. Per una guida senza stress è importante contare su un abitacolo ovattato dove sia piacevole anche ascoltare musica o semplicemente conversare. Per questo sul Nuovo Doblò sono stati utilizzati nuovi materiali insonorizzanti che hanno permesso di migliorare l’indice di articolazione in media del 5% (sulle motorizzazioni diesel). Commercializzato in 29 Paesi dell’area EMEA, la gamma del nuovo Doblò si compone di 3 allestimenti (Pop, Easy e Lounge), 2 varianti di altezza tetto, 2 lunghezze del passo, 11 colori di carrozzeria, 2 configurazioni di sedili (a 5 o 7 posti), 5 ambienti interni e 7 motorizzazioni: i benzina 1.4 95 CV e 1.4 T-JET 120 CV, i turbodiesel 1.6 Multijet 90 CV (anche con cambio robotizzato Dualogic), 1.6 Multijet 105 CV e il 2.0 Multijet 135 CV, oltre al. propulsore bi-fuel (benzina/metano) 1.4 T-JET 120 CV Natural Power. In Italia il listino prezzi parte da 18.200 euro per la versione Pop 1.4 95 CV e raggiunge i 25.900 euro per la top di gamma Lounge 2.0 Multijet da 135 CV (passo corto). Mopar – il brand di riferimento per i servizi, il Customer Care, i ricambi originali e gli accessori dei brand di Fiat Chrysler Automobiles – propone oltre 100 accessori specifici per il Nuovo Doblò che si accordano in modo armonioso con la vettura nel pieno rispetto delle sue caratteristiche tecniche e stilistiche. Tra questi si segnalano sia i diversi sistemi di trasporto – studiati appositamente per sci, canoe e windsurf – che accentuano le doti di funzionalità del modello Fiat, sia alcuni accessori che lo rendono più accattivante esteticamente, come ad esempio cerchi in lega, calotte specchi e portatarga cromati. Inoltre, Mopar offrirà anche per il Nuovo Doblò una serie di servizi powered by “Mopar Vehicle Protection” che garantiscono al cliente la massima tranquillità grazie a un’ampia copertura sulle parti meccaniche e piani di manutenzione dedicati, oltre ad un servizio di assistenza e riparazione effettuato da tecnici altamente specializzati che utilizzano esclusivamente ricambi originali.
(Fonte: www.motorionline.com - 11/12/2014)

mercoledì 17 dicembre 2014

Alfa Romeo 4C: negli U.S.A. è "sold out"


C’era una volta Alfa Romeo in America. E non importa se poi per quasi vent'anni, dal 1995, negli Stati Uniti non sono più arrivate le auto del Biscione. Gli 'alfisti' non si sono scoraggiati e con i club, ce n’è una cinquantina sparsi in quasi tutti gli stati degli U.S.A., hanno continuato a professare la loro fede, nella speranza che un giorno il vento sarebbe cambiato. E la 'fede alfista' ha avuto ragione: dall'anno prossimo infatti le Alfa Romeo torneranno a essere esportate negli Stati Uniti, si stanno preparando i concessionari, che si uniranno ai tanti della Fiat già ormai largamente presenti sul territorio. Ma se il nuovo debutto in U.S.A. di Alfa Romeo non è una novità - l'ad di FCA, Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne, l'aveva annunciato qualche tempo fa - ecco che finalmente in avanscoperta sono arrivati negli Stati Uniti, i primi 50 esemplari della 4C, il modello con il quale Alfa Romeo vuole riconquistare l'America. Arrivate nei primi concessionari, saranno in esposizione dopo un ventennio di oscuramento. "Il tempo delle parole è finito - ha detto Harald Wester, CEO che ricopre anche il ruolo di capo dell'ufficio tecnologico della FCA oltre ad essere anche al timone della Maserati a stelle e strisce - adesso presenteremo un modello dopo l'altro". Sotto la cupola di un investimento da 6,5 miliardi di dollari, Alfa Romeo da qui al 2018 ha intenzione di presentare al pubblico, anche degli Stati Uniti e del Canada, otto nuovi modelli. Le previsioni, per questo rilancio in grande stile di un marchio che ha fatto la storia dell'automobilismo, e non solo in Italia, parlano, complessivamente, di vendite per 400.000 unità all'anno, delle quali 150.000 nel Nord America. Ma anche con queste previsioni e con una rete di concessionari che per ora tocca le 82 unità, per gli alfisti statunitensi non sarà semplice poter coronare il sogno di avere un'auto della casa del Biscione. Infatti, pur non essendo ancora ufficialmente in vendita, FCA ha diramato una nota ai suoi concessionari dicendo di non accettare più ordinazioni, perchè già in numero superiore a quelle che sarà possibile poi soddisfare. Un successo per certi versi incredibile. Un 'sold out' che, prima ancora che un modello sia in vendita, non è facile da riscontrare. "Abbiamo sospeso tutto: depositi, liste VIP, non possiamo accettare più nulla - ha detto Reid Bigland, che si trova al vertice di Alfa Romeo North America - sono troppe, sono in eccesso rispetto a quello che attualmente FCA può offrire". Wester ha sottolineato, durante un incontro con i media al Los Angeles Auto Show, come in Europa la lista d'attesa per la 4C sia lunga ben 18 mesi, ma se ci sono voluti vent'anni per vedere il rientro nel mercato americano dell'Alfa Romeo lo si vuole fare in maniera trionfante, non ci si accontenta di una presenza. "Vogliamo tenere il nostro prodotto puro - ha aggiunto – perché la chiave del successo è mantenere il marchio Alfa Romeo quello che è, rimanendo fedeli alla tecnologia, alle prestazioni e allo stile senza comprometterli". Per farlo Wester ha anche rivelato come in Italia l'Alfa abbia aggiunto 600 ingegneri e c'è anche la data per il prossimo nuovo modello: giugno dell'anno prossimo, in concomitanza con il 105° anniversario della nascita, con una produzione che comincerà sempre nel 2015, anche se per vedere sulle strade un'altra nuova Alfa si dovrà attendere il 2016. In attesa del nuovo evento, ci sarà una anticipazione all'Auto Show di Detroit, la rassegna più importante del settore auto, anche se, almeno per ora, Wester non ha voluto anticipare nulla. "Vedo solo grandi cose per il futuro di Alfa Romeo - ha però detto Michael Golling, direttore di Golling Alfa Romeo Fiat di Bloomfield Hills - se la 4C è un indicatore di come le cose andranno, quello che verrà non potrà che essere bello da morire". La distribuzione delle 4C sarà comunque centellinata: entro la fine di dicembre un paio di esemplari per ogni concessionario, queste sono le previsioni. Per gli esperti del settore il rientro sul mercato americano dell'Alfa bisognerà comunque valutarlo sul lungo periodo, anche perché la 4C rappresenta un modello particolare e destinato in particolar modo agli appassionati. La 4C che sarà in vendita nel Nord America avrà un prezzo attorno ai 54.000 dollari, non certo esagerato per una 'supercar' come è definito il modello di punta dell'Alfa. Ma per chi volesse distinguersi c'è anche la possibilità di puntare alla 'Launch Edition', riservata comunque a un pubblico ancora più ristretto, il cui prezzo di listino si dovrebbe attestare attorno ai 70.000 dollari.
(Fonte: www.italiachiamaitalia.it - 1/12/2014)

martedì 16 dicembre 2014

Maserati: 50.000 Ghibli e Quattroporte prodotte a Grugliasco


Si chiude con una simbolica - e voluta - ricorrenza simultanea l'anno del centenario Maserati: mentre a Bologna Harald Wester celebrava la fondazione, a Torino usciva dalle linee di montaggio la vettura numero 50.000 dell'impianto di Grugliasco, emblema e baricentro industriale della nuova fase storica del Tridente.
La vettura del traguardo - Il "Giovanni Agnelli Plant", operativo dal 30 gennaio del 2013, è la fabbrica che dà vita alle Maserati Quattroporte e Ghibli, nerbo della nuova gamma di Casa. La vettura che ha tagliato l'importante traguardo è stata una Quattroporte S Q4 nel nuovo colore Grigio Maratea, con interni bicolore nero-rosso, destinata a un cliente americano.
Una su tre in Nordamerica - Quello statunitense resta il mercato di riferimento per Maserati: tra gennaio e ottobre del 2014, il Tridente ha venduto negli U.S.A. 10.700 vetture, segnando un nuovo record assoluto. Il Nordamerica da solo contribuirà per oltre un terzo delle vendite totali del marchio nel 2014, che secondo quanto affermato da Wester dovrebbero superare le 35.000 unità.
Prossimo appuntamento, la Levante - Il prossimo grande step per il marchio che da Modena, passando per Torino, si è lanciato nel nuovo piano di crescita globale, sarà la produzione della Suv Levante: il terzo modello del nuovo corso dovrebbe uscire da quella "nuova ala" di Mirafiori - che proprio l'a.d. ha menzionato - a partire dalla fine del 2015, per raggiungere i principali mercati l'anno successivo.
2016-18, le sportive di nuova generazione - Dopo quello che si preannuncia come uno dei veicoli più distanti dalla propria tradizione, Maserati tornerà a cimentarsi con le sportive più genuine: per prima arriverà la Alfieri, in variante coupé e poi scoperta. Infine, sarà la volta della nuova Granturismo, che con la sua meccanica "ortodossa" (sarà solo V8 e a trazione posteriore) incarnerà la quintessenza dei valori di casa.
Quota di "tangenza" a 75.000 unità - Quella della Maserati non sarà però una crescita senza limiti: la dirigenza del Tridente ha preannunciato negli scorsi mesi un vero e proprio "sales cap", fissato a 75.000 unità l'anno per non diluire l'esclusività del marchio. Un concetto ribadito con forza da Wester: "Maserati opera all'interno di un gruppo con strategie ben precise e non dobbiamo pestarci i piedi a vicenda con gli altri marchi".
(Fonte: www.quattroruote.it - 2/12/2014)